[349] Ved. Doc. 516, pag. 581.

[350] Ved. Doc. 485, pag. 568.

[351] Ved. Doc. 486, ib.

[352] Ved. Doc. 460 e 461, pag. 558.

[353] Nel 1o de' Libri parrocchiali si legge, «1583 12 marzo, se battezò Gioseph Horatio figlio de Ottavio Cesarano e de pulisena Camardella»; nel 3o poi l'elenco de' morti reca, «a dì 16 de marzo 1603 morse petrillo Cesarano».

[354] Ved. Doc. 490, pag. 570.

[355] Percorrendo infatti l'art. 3o del Syntagma, dove appunto si parla de' libri composti o ricomposti nel carcere, non è difficile scorgere che la cronologia in genere e in ispecie è stata addirittura negletta. Lasciamo da parte le Poesie, sulle quali ci siamo già spiegati nel trattarne fin da principio. Dopo le Poesie si parla degli Aforismi politici etc., che siamo per vedere essere stati scritti non prima della 2a metà del 1601; poi della Monarchia di Spagna, che abbiamo veduta indubitatamente già ricomposta, se non composta, prima degli Aforismi; poi si parla de' 15 Articoli profetali, che sicuramente furono scritti anche prima della Monarchia di Spagna. In sèguito si parla de' libri Medicinali e degli Astrologici, che non sono nominati ancora negli elenchi del 1606; e passando sopra a' libri Astronomici e alle Quistioni, osserviamo che dopo tutto ciò, con un notevole salto indietro, si legge, «poco di poi in Napoli scrissi una Metafisica... e questa ricevè dalle mie mani Geronimo Tufo Marchese di Lavello nell'anno 1603»! In sèguito si passa a parlare de' libri di Teologia, del Reminiscentur, delle Orazioni alle 4 grandi nazioni con la data del 1617 e 1618, e quindi, come aggiunte a' libri anzidetti, si parla della Monarchia della Sapienza eterna e del Dritto del Re Cattolico sul nuovo mondo, libri che si trovano registrati tra quelli inviati allo Scioppio nella sua lettera del 1607! Tralasciamo la Metafisica scritta nel 1611 e la Consultazione sulle entrate del Regno che vedremo scritta più anni prima, e notiamo che a questo punto, essendo stati già citati libri perfino con la data del 1618, si dice, «tutti i suddetti libri lo Scioppio da me ricevè nell'anno 1608, quando venne mandato da Paolo Vo... ed anche gli diedi l'Ateismo debellato»! Così mostrasi fuori ogni dubbio mal fondato tutto ciò che è stato detto in tale materia sempre con la scorta del Syntagma, il quale può servire pe' particolari della composizione, non per la data di essa, verosimilmente perchè fu redatto su note staccate. Aggiungiamo che negli elenchi annessi alle lettere del 1606 sopra menzionate si dà talvolta per compiuta qualche opera che ancora non l'era, p. es. i 18 Articoli profetali (ultima composizione accresciuta), e si afferma anche essere le opere «tutte salve» ciò che per alcune non era vero, e basta citare l'opera «De rerum universitate», quella «De Philosophia Pithagoreorum», la «Tragedia della Regina di Scozia». Nella lettera allo Scioppio poi si citano le opere con l'ordine seguente: Monarchia di Spagna, Discorsi a' Principi, Dialogo contro i Luterani, Del senso delle cose, Pronostici astrologici, Compendio (epilogo) di Filosofia etc. etc.; e ben si vede che l'ordine cronologico non è serbato, e insomma unicamente con accurati confronti, e tenendo sott'occhio le opere stesse e tutto l'epistolario del Campanella dal momento in cui cominciò a scriver lettere stando in prigione, si può venire a capo di questo importantissimo lavoro.

[356] Avremo altrove occasione di vedere che questa copia fu involata dalla Magliabechiana, e poi tornò nelle mani del Governo con altre scritture, per le quali ebbe posto nell'Archivio. Ma vogliamo dire che dal Magliabechi in qua si trova sempre citata col titolo di Concetti methodici etc., mentre veramente il suo titolo è 150 Concetti methodici etc.

[357] Ved. Lett. inedite di T. Campanella e Catalogo de' suoi scritti, Roma 1878, pag. 74.

[358] Ved. la nota alle Poesie Filosofiche nell'ediz.e D'Ancona pag. 100.