[399] Ved. Registri Privilegiorum vol. 137, an. 1607-1608, fol. 80, ove trovasi il Regio assenso alla convenzione tra D.a Livia e D. Scipione Sanseverino Duca di S. Donato, pel pagamento di D.ti 15mila assegnati in dote con molti patti e clausule dalla madre e balia D.a Lucrezia Carafa Marchesa di Corleto già moglie di D. Ippolito Sanseverino, ed è citato «l'albarano» tra la Marchesa e D. Pietro nella data suddetta.—Ved. inoltre il Carteggio del Residente Veneto anno 1603, Dispaccio del 29 aprile.

[400] Ved. Doc. 138, pag. 177.

[401] Ved. Doc. 139 a 142, pag. 77 e 78; inoltre Doc. 144, pag. 79.

[402] Ved. Doc. 200, pag. 99.

[403] Ved. Doc. 201, pag. 100.

[404] Ved. Doc. 237, pag. 124. Si noti che il 12 di luglio avvenne la partenza dell'armata: il 27 già poteva il Governo Vicereale averlo conosciuto, poichè soleva contemporaneamente partire un legno sottile con una spia, che in quindici giorni toccava le coste del Regno e trasmetteva le notizie a Napoli.

[405] Tutti questi fatti, e così pure i seguenti, sono stati raccolti nell'Archivio Veneto e nel Toscano, da' Carteggi de' Baili da Costantinopoli, del Residente di Venezia e dell'Agente di Toscana da Napoli. I Baili al ritorno del Cicala, sempre che potevano, facevano procedere all'interrogatorio con giuramento di qualche schiavo o di qualche altro individuo loro confidente che avea preso parte alla spedizione, e mandavano il processo verbale a Venezia; tanta era l'importanza che Venezia annetteva all'avere notizie precise di ciò che avveniva sul mare. Il Parrino fa succedere la spedizione ben riuscita di D. Garzia allo sbarco di Amurat, ma è attestato invece il contrario tanto dal Residente di Venezia quanto dall'Agente di Toscana. Vedi pe' Dispacci Veneti i volumi degli anni suddetti, e per quelli di Toscana le filze Medicee 4087 e 4088, dispacci del 22 e del 29 agosto 1600.

[406] Ved. Doc. 143, pag. 78.

[407] Ved. Doc. 145, pag. 79.

[408] Ved. Doc. 147, pag. 79.