L'albergatore, disceso al pianterreno lesse:
— Commendatore Fabio Torcello, da Firenze, e fam.
E tosto andò di corsa in piazza, per dare al sindaco in persona la notizia che l'Albergo del Cervo d'oro aveva l'onore d'ospitare un collare della Nunziata.
Quella sera, per festeggiare l'inaudito avvenimento, si fece allo stabilimento la prima luminaria, con ventiquattro palloncini alla veneziana, dodici dei quali ornati dai colori nazionali e con la scritta trasparente
W. L'ITALIA.
Quando i due bagnanti autentici si trovarono soli nel saloncino, occupati a slacciare le valigie, il commendatore Fabio Torcello andava dicendo con voce monotona e cadenzata, quasi parlando tra sè:
— Hai inteso, Cecilia?.... eccoti, dunque, bell'e battezzata per figlia mia! Eh, non ha poi tutti i torti, l'albergatore. Tra noi due c'è una differenza di diciannove anni e tre mesi: ma in apparenza ho almeno trent'anni più di te. E l'apparenza, in questa faccenda, è tutto! — aggiungeva, sospirando: — e qualche volta.... è anche la sostanza!
— Se ci siamo sposati — lo interruppe Cecilia, mentre rassettava certe sue vesti elegantuccie — vuol dire che mi piaci così e che non amo col calendario alla mano. Ti rincresce forse che l'albergatore?....
— Eh.... piacere non me l'ha fatto di certo! pure è un'idea.... forse una buonissima idea. Ci siamo rifugiati in questa cittaduzza ignota appunto per iscansare tutte le noie e tutto il pettegolume della società e dei miei parenti che non hanno accolto il nostro matrimonio, diciamolo pure, con entusiasmo. Ecco, dunque, un'occasione eccellente per vivere due mesetti in pace, nel più perfetto incognito....
— Capisco: ma non sarà molto divertente Grotticella!