— Oh, non voglio disturbarlo....
E consegnando una cartolina di visita:
— Cento di questi giorni!
I guitti.
Era il mese di luglio.
A Frascati, un vasto cortile scoperto, a furia di carta dipinta, di porte vecchie, d'assi tarlate e di stracci inverosimili, era stato ridotto a teatro per uso di una compagnia di guitti, i quali, nella giornata, per campare facevano qualche altro mestiere posticcio: il primo attor giovine, per esempio, pestava pepe in una drogheria e il brillante s'ingegnava a raschiare i menti dei frascatani, in qualità di aggiunto straordinario nella bottega del barbiere.