Eppure, questi guitti, ogni sera, avevano un pubblico sceltissimo davvero: un parterre de têtes couronnées come la Rachel, un pubblico straordinario, composto di belle signore, di ricche signore, di nobili signore, di gentiluomini e di letterati, di banchieri e di bellimbusti forti a quattrini e a vanità. Ci si andava con piacere, in quella stamberga indescrivibile, e per più motivi:

— Per passare un'oretta.

— Per pigliare il fresco.

— Per barattare quattro ciarle.

Ma sopratutto ci si andava perchè.... la platea, con quei quattro lampioncini a riverbero che parevano quattro cerini smarriti in una foresta, era completamente e comodamente al buio.

Si capisce! l'oscurità aveva il benefizio.... d'accrescere le illusioni del palcoscenico.

E, in verità, ce n'era bisogno.

Una sera, si rappresentava Napoleone I all'Isola d'Elba.

Napoleone I era vestito con una vecchia livrea di staffiere e un paio di mutande incartocciate in un magnifico par di stivali di cartone abilmente coperti di raso nero. Il grande imperatore teneva costantemente la mano destra infilata nel panciotto e in fondo alla schiena la mano sinistra, che stringeva un cannocchiale; un bel cannocchiale da campo che restava sempre a quel punto retrospettivo, per quanto durava l'azione, come se Napoleone I, al pari di Giano, avesse avuto la straordinaria facoltà di vedere da ogni parte.