Sono obbligato a fare la corte alla moglie, che è brutta e civetta e, nel tempo stesso, a nascondere le mie finte premure perchè lui è più geloso d'un turco. Non ho mai sofferto tanto, nemmeno al fianco dell'arciprete di Gallossio. La moglie del dottore non parla che delle pietanze, dicendo che è stata lei, personalmente, davanti i fornelli tutta la mattina. Il marito resta ferocemente in mezzo alle Orchidee.
Un nipote del dottore, alle frutta, legge alcuni distici latini dedicati a me. Sono condannato a lasciar credere che io conosco il latino. Il dottore è incantato di questa mia erudizione e non mi parla più che in latino, per cui sono ridotto a rispondere con monosillabi gutturali che non hanno niente di umano.
Ore 2 pomeridiane. — Il dottore mi parla in greco antico e in greco moderno. Che i miei nemici politici lo abbiano pagato per farmi impazzire?
Ore 3 pomeridiane. — Nella sala dei Reduci dalle patrie battaglie. Un guercio, ma glorioso avanzo di Bezzecca, mi domanda: E quante campagne ha lei? Arrossisco alquanto e rispondo: Due. Dovrei soggiungere che sono coperto d'ipoteche. Ancora un discorso su questo tema: Le tradizioni della rivoluzione italiana. In qual pelago mi sono mai cacciato!
Ore 4 pomeridiane. — Sono ancora al 1848.
Ore 5 pomeridiane. — Parlo della convenzione di settembre.
Ore 6 pomeridiane. — Entro per Porta Pia e riesco a consolidare l'edificio nazionale.
Ore 7 pomeridiane. — Banchetto amichevole in casa del presidente della Società filarmonica. Ha invitato lui, ma pago io. La roba esce dalle cucine delle Tre corone. Ogni piatto è più cattivo dell'altro. I convitati bisbigliano. Il presidente della Filarmonica si mangia i baffi e mi dà occhiate di traverso. Ogni tanto mi dice con accento canzonatorio: Perdoni, sa; capisco che, in casa sua, si mangerà molto meglio; ma io tratto gli amici alla buona. Il vino è acido, il manzo è scotto. Il pranzo è una birbonata. Il cuoco delle Tre corone mi fa perdere, almeno, cento voti.
Arrischio un discorso su questa massima politica: I popoli hanno il governo che si meritano. Riflessioni d'un elettore, a chiara e intelligibile voce: Questo pranzo, perdio, non ce l'avevamo meritato.
Ore 9 pomeridiane. — Concerto vocale e istrumentale presso la direttrice degli Asili Infantili. Tre Caste dive; un Eri tu che macchiavi; due Vieni meco; quattro Vorrei morir.... Eh, se non dipendesse che da me! Dio del cielo, ancora una Casta diva. Eppure non siamo mica nelle scuole.... normali!