— Ma via, — gridò Aristide col suo vocione, — poichè s'è scoperto, dirò così, questo binario, fuori il nome!
— Io so appena che si chiama Natalina, — disse Raffaello, accendendo un fiammifero.
Aristide trasalì.
— Natalina Galimberti, — aggiunse l'avvocato.
Aristide stralunò gli occhi, aperse la bocca, allargò le braccia, come un uomo assalito da reminiscenze apopletiche. Un grido rauco gli uscì, sibilando dalla strozza:
— È la mia futura sposa!
Fece alcuni passi barcollando e infilò l'uscio dello studio.
Lodovico e Raffaello si guardarono in faccia, per due o tre minuti, senza trovar parola. Finalmente, l'avvocato si strinse nelle spalle e ruppe in uno scroscio di risa sardonico, esclamando:
— Peggio per lui!
Il giorno appresso, Aristide Morelli, con aspetto ilare e bonaccione, rientrava nello studio Marchetti.