Il direttore della compagnia gli dà uno spintone; lui esce dalle quinte traballando, corre fino alla ribalta e grida con voce acutissima:

— Il re!

Una voce di loggione:

— E io tre assi!

La seconda parte affidata a Martino fu di una importanza che quasi lo sgomentò, poichè si trattava di dodici parole di seguito.

Studiò come un martire, ma la lingua doveva infamemente tradirlo.

Alla metà del terz'atto, egli entra in scena e il primo attore, come vuole la parte, gli domanda:

— Hai visto Roberto?

— Sì: appunto in questo momento: stava seduto sulla pipa, fumando la porta.