In un dramma a base di suicidio, Martino faceva la parte di un “servo devoto”.

Al quart'atto, il primo attore giovane usciva dalla scena, annunciando che andava a suicidarsi nella camera vicina. Il servo fedele gli correva appresso, per deviare il colpo e poi tornava in scena a rassicurare la madre con queste parole:

— Calmatevi: è salvo!

Così, infatti, procede l'azione.

Il primo attor giovine rientra fra le quinte, con gesti disperati.

La madre e la fidanzata restano sulla scena, in preda a contorcimenti strazianti.

S'ode uno sparo.

— Ah! — grida la madre — Arturo s'è ucciso!

E cade in ginocchio.

Martino si presenta sulla porta e grida con gioia: