Saverio Nottolini: farmacista, nano misterioso, calvo, panciuto, sempre nascosto dietro gli occhiali, sempre avvolto in una specie di toga nera, il cui tessuto è fortemente saturo di tutte le droghe di farmacia, con deposito speciale di pomate e d'unguenti sopra la manica sinistra.
Tomaso Pittaformi: laureato in medicina, chirurgia, briscola e scopa, calzoni gialli, soprabito nero, coscienza analoga, cravatta azzurra, occhiali verdognoli, naso violaceo; gesto vibrato, secco; parola umida, per ortografia di sputi, a getto circolare e continuo.
Gregorio Saliscendi: forma sferoidale, mani pelose, bocca postale, vestito anteriore all'alba del risorgimento nazionale, camicia ebdomadaria, cappello a cencio, sorriso perpetuo con leggera tinta d'ironia e di tabacco: tutt'insieme un grosso proprietario di calli barometrici e di latifondi seminativi liberi d'ipoteca.
Ottavio Menandrei: giovane giureconsulto, giovane giocatore di carolina, giovane giornalista, giovane candidato a qualche cosa, giovane conquistatore, giovane debitore, giovane di nessuna speranza, di poca fede, di molta vanità.
Teobaldo Bagher dei nobili Leonnis: capitano in ritiro, perpetuamente afflitto da discordie intestine, complicate da ipocondria e da gotta ereditaria; del resto, vasta erudizione, concentrata in una pipa puzzolente e nera, cui sono annesse tradizioni fantastiche d'imprese immaginarie.
Nottolini sta dietro il banco, manipolando abilmente un purgante destinato all'assessore anziano del comune.
Menandrei fa, sull'uscio, il colosso di Rodi, con le mani sui fianchi e la ciambella infissa nell'occhio destro.
Pittaformi, rannicchiato in un cantone, sopra un vecchio seggiolone di cuoio, s'incretinisce sulla terza pagina dell'Avvenire di Pignattelli.