Saliscendi si dondola sopra uno sgabellotto, asciugandosi il sudore e pronunciando monosillabi privi di senso comune. Teobaldo Bagher dei nobili Leonnis giocherella col bastone, ponendo a repentaglio un infame Ippocrate di gesso, che forma l'orgoglio della dinastia Nottolini.

Menandrei. — Ah! eccola qui: sempre alla stessa ora (guardando l'orologio) come? le undici e sei minuti? il mio orologio va male; devono essere le undici: ella esce sempre all'ora precisa, oh! questa regolarità è indizio di una vita molto irregolare.

Teobaldo Bagher (avvicinandosi all'avvocato). — Che cos'hai visto?

Menandrei. — La moglie del comandante dei pompieri. Bel pezzo di donnina! tutt'i giorni.... tutt'i giorni alle undici precise esce di casa. Gatta ci cova.

Bagher. — Mi pare impossibile! Sono ancora nella luna di miele.

Menandrei. — L'ultimo quarto, mio caro, una luna con due corna. Io non so nulla, veh! per conto mio, è la più onesta donna del mondo, ma perchè questa uscita solitaria a ora fissa?

Nottolini (agitando il purgante). — Glielo ha ordinato il medico: esercizio ginnastico.

Saliscendi. — Ha fatto senso anche a me; benchè io non m'impicci per niente nei fatti degli altri. Mia moglie, ch'è amica sua, un giorno le ha detto: Come va? e lei: ah! quanto sono felice, ci vogliamo tutti e due un bene dell'anima. Dice mia moglie: pure te ne vai spesso a passeggio senza di lui. E lei: Povero Nenuccio mio! ha tanto da fare.... e poi lo voglio abituare a vedermi escir sola.... non si sa mai. Capite? lo vuole abituare.

Menandrei. — Ho paura che lo abbia già abituato; me ne voglio sincerare.... Aspettate: io sono destro, peggio di un poliziotto; adesso le tengo dietro, e poi verrò a informarvi di tutto quanto. Vogliamo ridere assai.