L'uccello del malaugurio.

Mauro Mortori, degno del suo nome, è ipocondriaco e vede tutto in nero cupo. Anzichè nella camera da letto, egli dormirebbe più volentieri in una camera ardente. Il suo discorso è lugubre, i suoi gesti sono sepolcrali, la sua barba è funerea, il suo temperamento è cadaverico. Per via, se incontra un amico, gli domanda:

— Che hai? ti senti qualche cosa?

— Niente: sto benone.

— Eppure, mi sembri smagrito assai.... e poi, sei giallo, giallo.... si direbbe che stai per aver l'itterizia.

— Ma va un po' all'inferno te e l'itterizia!

— Dà retta a me: un buon purgante.... due oncie di sale inglese....

In questi tempi di casi sospetti, Mauro è nel suo elemento.

— Credete a me, — dice, — muoiono come tante mosche.