Un vizio di educazione.
Ginesio, da che campa, è vittima della sua cortesia. Se fosse maleducato, a quest'ora saprebbe Dio sa che. Invece, la sua famiglia lo ha dotato d'un'educazione talmente squisita ch'egli è diventato un essere sventurato e insopportabile. I cinesi d'antico stampo, i quali fanno sette inchini, prima di dare il buongiorno, in confronto di lui, son peggio dei visigoti e dei vandali.
Ancora mi ricordo dei tempi in cui Ginesio era mio compagno d'accademia, curvi entrambi sullo stesso banco e sudanti sopra i cinque ordini d'architettura del Vignola, tra le modanature e i triglifi, tra le volute e i moduli.
Ogni tanto, Ginesio perdeva il proprio lapis e mi diceva con la sua vocina giulebbata:
— Scusi.... perdoni.... mi farebbe l'immenso favore di prestarmi il suo signor lapis?
E così a proposito di qualunque oggetto.
— Mi scusi tanto.... prego!... Avrebbe l'insigne cortesia di prestarmi il suo riverito compasso?
Io lo ricambiavo dolcemente, tutte le volte che avevo da riaccendere la sigaretta, dicendogli: