Pure, con due o tre lire, c'è modo d'acquistare un abito di stoffe molto varie, ma che, col tempo, la polvere e la miseria, è diventato un tout-de-même. Villici e manuali guardano con cupidigia quei panni indefinibili e vale la pena di assistere alla scenetta, quando si decidono a provarne qualcuno. La donna li veste con rapidità, li sbalordisce, a furia di cicalecci, tira da una parte, alza il bavero, rimbocca le maniche, e quando un nano è seppellito nel palamidone d'un gigante, gli dice, senza batter ciglio:

— È proprio fatto a tuo dosso: ti va come un guanto.

I prezzi, poi, son fuori del credibile. Ho visto un muratore contrattare un bel paio di calzoni di fustagno, tutti pieni di frittelle e con una gran pezza dietro d'altro colore.

— E quanti ne vuoi?

— Son nuovi, sai! te li lascio per diciotto soldi!

— Ma ti dò i miei in cambio.

La donna, con l'occhiata del perito:

— Allora.... diciassette!