Lui si rifà rosso, si mette a sedere e cava fuori un quinternino di carta da lettere e un lapis Faber numero 2. Tanto per darsi un po' di contegno guarda giù nell'aula, con occhi maravigliati, finge di prendere qualche appuntino, poi mi domanda, con voce velata da un leggero tremolìo:
— Perdoni, se la disturbo.... mi farebbe il favore di dirmi chi parla in questo momento?
— Parla il compianto P. C. Boggio.
— Boggio! — esclama lui, esterrefatto; — ma non dicevano che è morto a Lissa?
— Eh, caro mio, si diceva in provincia; — ma se tu badi ai discorsi della gente!...
Il neofita fa sforzi enormi per capire almeno una frase dell'arringa dell'on. Nervo, ma non c'è caso; alla fine, si rivolge nuovamente a me:
— Dirà che sono seccante.... mi fa il piacere di dirmi il soggetto della discussione?
— Ma tu chi sei?