— Sono Prospero Martucci, corrispondente della Campana di Valdinievole, organo del comizio agrario di Pescia....

— Non mi confondere la testa! è una campana o un organo?

Campana, Campana!

— Ma tu fai il giornalista per campare, o semplicemente per campanare?

— Ecco: io sono studente di liceo qui, a Roma; ma siccome mi diletto a scrivere, mando una corrispondenza al mese alla Campana: il direttore mi ha scritto di occuparmi anche di politica, e io le confesserò schiettamente che non me ne intendo: vengo qui a formarmi; intende? se lei fosse tanto buono....

— Non seccarmi l'anima con questo lei; alla tribuna della stampa, per tua regola, non si usa che il tu.

— Sa; io non conosco nessuno....

— E io neppure: tutti questi colleghi che dormono, li vedo oggi per la prima volta, poichè tutti i giorni qui si cambia personale. Del resto, le conoscenze alla tribuna son presto fatte. Vieni abbasso, nel salottino ove si fuma, e conoscerai subito una ventina di colleghi.

Lo presi per mano, lo trascinai nel salottino dove si faceva un baccano d'inferno e, intimando silenzio, dissi:

— Signori: ho l'onore di presentarvi un chiarissimo nostro collega, l'illustre scrittore... Scusa: come ti chiami?