— Prospero Martucci.

— Diciamo, dunque, Martucci, corrispondente della Campana di Valdinievole.

A queste parole, tutti gli si precipitano addosso, gli stringono le mani fino a storpiarle, lo abbracciano, gli si appendono al collo, lo baciano sugli occhiali, lo soffocano letteralmente di dimostrazioni d'affetto, di tenerezze, l'assordano con un diluvio di esclamazioni di questo genere:

— Ma dunque è proprio lei, Prospero Martucci?

— Così giovane e già così Martucci!

— Noi tutti non leggiamo altro che la Campana! è il nostro vangelo!

— Che splendido giornale! io sono così abbonato che non cesserò mai di abbonarmi finchè non sarò abbo.... morto.

— Ma perchè.... perchè non fa cinque o sei campane il giorno?

Il Martucci, intontito, baciucchiato, ballottato dall'uno all'altro, con un sorriso idiota sulle labbra, risponde a monosillabi, mentre uno gli strappa il cappello di mano, dicendogli: