— Ma che fo, io?
— Sfido! Son già passate quattro visite e tu sei sempre là, come un mobile di casa. Che figura ci fo, io?
— Colpa tua! se tu m'avessi detto un sì....
— Ma ripensaci meglio; sono idee da matti.
— Ma no, vedi. Tuo marito passa la notte al municipio. Alle otto, tu dici d'andare a teatro e io t'accompagno. Non c'è nulla di strano, mi pare! ti ci ho accompagnata cento volte. Invece di andare in legno, si va a piedi: il teatro è così vicino! Io preparo un legno qualunque, alla prima svoltata, e andiamo alla palazzina In cinque minuti....
— Non tentarmi, te ne prego. Ma se qualcuno ci vedesse!
— Impossibile: a quell'ora, la strada è deserta; nella palazzina, non c'è anima viva; ho io le chiavi in tasca. Dunque?
E le prendeva le mani, baciandole.
— Senti: vado subito a preparare una cenetta da innamorati. Non mi dire di no!... Delle frutta, dei biscotti, dello Champagne!
— Ci penserò.