— Ma, caro mio, dopo tutto, mi pare una buona moglie.
— Ecco, dove tu sbagli. Non è una moglie, quella è una serva, una serva eccellente, una serva inarrivabile, ma infine una serva. Credevo di sposare una signorina e invece ho sposato una cuoca. Invece di una luna, m'è toccata, amico mio, una frittata di miele. Io avrei voluto dare a Felicetta tutto il mio tesoro d'affetti; volevo aprirle il mio cuore, e invece lei non sa aprire che la credenza. In casa mia c'è una lindura, un ordine, atroci, detestabili. I pranzi sono regolati con una spaventosa regolarità. Alle otto di sera Felicetta sbadiglia: alle nove ha sonno: alle nove e un quarto dorme e russa. Ah, non ne posso più!
— Perchè non la porti a teatro?
— Ci ho pensato: ma s'addormenta lo stesso, alla metà del prim'atto. Non la posso neanche portare in società, perchè mi ci faccio rosso per lei. Figurati: non sa dire altro che come sta?... grazie, altrettanto.... Vedi? a certi momenti, preferirei quasi che non fosse tanto virtuosa, ma un po' meno bestia, perdinci!
Questo intimo sfogo del cavaliere Ignazio Cipicchia, basta a spiegare, se non a giustificare, l'entusiasmo con cui, una sera, in casa Menichelli, fece conoscenza con la signora Eleonora Barbetti, vedova del sempre compianto professore Lorenzo Barbetti, che in suo vivente stampò dottissimi opuscoli, non conosciuti, come al solito, che in Germania.
Dieci anni di convivenza matrimoniale erano stati sufficienti perchè la signora Eleonora si conformasse a quella misteriosa e comune legge psico-fisiologica, secondo la quale i coniugi finiscono a rassomigliarsi, così nel morale come nel fisico. La signora Eleonora, a trentaquattr'anni, riassumeva in sè la duplice personalità del professore Barbetti e di sua moglie: ella era come un'incarnazione buddistica del connubio Barbetti, col naso di Lorenzo, e la voce argentina di Eleonora, coi bei denti bianchi d'Eleonora e le citazioni classiche del professore defunto.
Appena avvenuta la presentazione nelle forme consuete, donna Eleonora soggiunse:
— Cipicchia!... lo scultore?