— Nossignora: lo scultore è mio cugino.
— Allora: avvocato?
— Neppure: io non fo niente.
— Niente? male. Schiller, il grande Schiller, dice: L'ozio non è che il disprezzo della vita.
Il cavalier Cipicchia rimase dolcemente atterrito, davanti a questo miracolo di donna, che gli esplodeva freddamente una massima di Schiller come se niente fosse, e pensò:
— Dio! che felicità passare la propria esistenza al fianco d'una signora, una vera signora, che ha il grande Schiller sulla punta delle dita! Felicetta al posto suo m'avrebbe detto: non fai niente? e perchè non mi gratti un po' di formaggio?
Istintivamente il cavalier Cipicchia sentì nel cuore un misto d'ammirazione e d'affetto per la vedova Barbetti, provò un senso acuto di rispetto e di desiderio per quella donna così colta, e fece di tutto, anche delle vigliaccherie, per discorrere tutta intera la serata con lei....
Ah, era proprio una donna che comandava l'ammirazione.
A ogni momento, citava Seneca, Pascal, Leibnizio, Larochefoucauld, Hegel, Rousseau, Schopenhauer....
Sì, o signori: persino Schopenhauer.