— Il pianoforte prima di tutto, poichè la musica è il più dolce nutrimento dello spirito. La religione deve più a Sant'Ambrogio per i canti sacri, che a San Paolo per le sue lettere. Il quartetto del monaco Ubaldo, nel decimo secolo, è un'armonia di paradiso....

Ignazio si sentì piccino piccino, davanti a una signora che osava rimontare al decimo secolo, e s'arrischiò a balbettare:

— Ah, è vero: la musica sacra: ho inteso, in San Pietro, la famosa messa di Palestrina....

— È bella sì, ma omai un po' volgaruccia. Ha sentito mai la messa che Guglielmo di Machault ha composto per la consacrazione di Carlo V?

— Io no.

— E io neppure: ma me la figuro. Mi parli dei canoni di Giovanni Tinctor, di Giacomo Hobrecht; mi parli dei mottetti del Deprés, stampati a Venezia 1502, coi tipi d'Ottavio Petrucci: mi parli....

Il cavalier Cipicchia non parlò dei mottetti, ma tentò abilmente sviare tanta onda musicale, guardando l'orologio a pendolo e dicendo:

— Perbacco! son già le tre e mezzo, non credevo: ma andrà bene quell'orologio lì?

— Si figuri! è nientemeno che un orologio di Wagner, del celebre Wagner, che non s'occupava che di grossa orologeria, ma poteva ben competere coi Lepaute, coi Bréguet, coi Romilly, coi Rivaz, coi Deturtre, eccetera, eccetera. Già, ho sempre avuto una passione per i buoni orologi, non m'è riuscito di trovarne uno lavorato da Galilei, ma mio nonno mi ha lasciato un orologio, fatto, nientemeno, da Huyghens.

— Huyghens! nientemeno.... — mormorò Ignazio, che sentiva questo nome per la prima volta.