— Già: l'inventore della molla a spirale. Ne parla l'Hugenil nell'Horologium oscillatorium, e anche il Thiout, nel suo Trattato d'orologeria....
Ignazio altro non disse per paura di compromettersi, e donna Eleonora visto che la conversazione languiva, soggiunse:
— Qualche minuto ancora e andremo a tavola. Si sa: in campagna si pranza di buon'ora. Vuole, intanto, fare un giretto in giardino?
— Ma si figuri! con tutto il piacere.
E dato il braccio a donna Eleonora, il cavalier Cipicchia si trovò, da lei guidato, in un rettangolo di terreno, ornato di poche piante intisichite che facevano rabbia, ma per compenso dovette sorbire tutta una dissertazione sui giardini degli antichi greci e degli antichi romani, con l'inevitabile citazione dei giardini odoriferi d'Aristofane, e della lettera nella quale Plinio il giovane descrive la sua villa sulle pendici toscane. Tutto un corso completo di ars topiaria, con terribili divagazioni botaniche sulla famiglia delle piante dicotiledoni e monopetali, e una menzione speciale del ligustrum japonicum e della syringa vulgaris (fior di lilla) che fu introdotta in Europa verso la metà del settecento.
Ah, quella donna era pratica di tutto, anche della syringa vulgaris!
Come Dio volle, si diede in tavola: e Ignazio ebbe un po' di respiro fino al fritto. Ma una sua frase imprudente schiuse nel cervello di donna Eleonora il rubinetto dell'erudizione gastronomica, e non uno dei più valorosi mangioni, da Apicio a Brillat-Savarin, da Lucullo a Gioacchino Rossini, fu risparmiato allo sbalordito cavalier Cipicchia. Mancomale, verso le cinque venne il caffè.
— Delizioso! — egli disse, — mi ricorda il caffè veramente orientale che si beve al Florian di Venezia....