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Le prime « lettere argentine » sono state conosciute nella Repubblica per mezzo dei telegrammi dall’Italia diretti al giornale La Prensa. Quando vi avrò detto che questi telegrammi, che poi altri giornali hanno riportato, avevano dei titoli di questo genere: Insultos à los Argentinos. Nuevas apreciaciones injuriosas. Un enemigo de l’Argentina. Opiniones falseadas, ecc., vi avrò dato un’idea del modo antipatico col quale le mie lettere sono state portate a conoscenza del pubblico.

L’opera mia dunque è stata giudicata laggiù sulla base di questi documenti: ebbene, con tutto ciò la stampa indipendente si è schierata tutta dalla mia parte. E fra la stampa indipendente debbo notare prima di tutto la stampa estera.

La Patria degli Italiani ha dichiarato che quanto avevo detto era una verità nota e ripetuta, e quando il testo delle lettere è giunto, lo ha integralmente riportato. The Standard, organo della Colonia inglese, ha detto fra l’altro:

« Queste corrispondenze potranno fare più bene della malsana massa di altre pubblicazioni la cui schifosa adulazione eccita sospetti. Siccome il paese è commercialmente, politicamente e socialmente malato, il Barzini fa bene a dirlo, dissipando così malintesi e disperdendo illusioni. Noi non crediamo che abbia calcato le ombre, poichè queste crescono invece di diminuire; l’incauto emigrante che crede di trovare integrità di governo e di giustizia è messo in guardia. Togliendo di mezzo le false idee, egli ci rende un buon servizio. I nostri migliori amici non sono quelli che ci adulano, e la stampa indigena dovrebbe porsi bene in mente ciò nel pesare il valore delle opinioni del Barzini. »

Le Courrier de la Plata, giornale della collettività francese, conclude così un articolo sulla questione, dopo avere accennato agli errori dei Governi, ai furti ufficiali, ai deficit dei bilanci, e agli altri mali che rendono la situazione sempre peggiore e che compromettono gravemente tutte le speranze fondate sull’avvenire argentino:

« Le ragioni che il Barzini invoca non sono che troppo fondate, e i giornali del paese che le discutono l’accusano solo di esagerazione.

« Non si gridi al partito preso di malevolenza! Gli articoli del Corriere della Sera segnalando il male, rendono un vero servizio alla Repubblica. Il giorno in cui si terrà conto di questi consigli e in cui si cambierà strada, le profezie favorevoli espresse dal signor Martinez nelle sue conferenze, si convertiranno in una realtà. »

Il Correo Español, organo della importante Colonia spagnuola, dopo aver riportato i telegrammi della Prensa, accompagnandoli con apprezzamenti lusinghieri per il Corriere, aggiunge, rivolgendosi alla stampa argentina:

« Potrebbero i giornali indignati, con la mano sul cuore, affermare che sono falsi questi giudizî?