« L’affermazione li lascerebbe a molto mal partito, poichè essi ci presentano con tinte molto più oscure la situazione del paese, e ci presentano quadri terrorizzanti sulla situazione dei lavoratori nella Repubblica, come pure ci descrivono lo stato economico della Nazione, che attribuiscono al Governo, alla sua mancanza di tatto, ai suoi abusi e alla totale corruzione dei poteri pubblici. »
Tralascio tutti gli altri giornali stranieri, che ripetono le stesse cose. Gli apprezzamenti concordi di tanti giornali che rappresentano collettività diverse, cioè interessi diversi e diverse tendenze, spesso in opposizione fra di loro, sono una prova luminosa che le verità da me affermate sono proprio di quelle inconfutabili. E ciò prova inoltre che la necessità di propalare il vero è egualmente, imperiosamente sentita da tutti gli stranieri che vivono nell’Argentina, i quali sono precisamente le prime vittime dei malanni del paese.
Ma anche fra gli argentini stessi abbondano uomini imparziali che l’amore per la verità e per il bene spinge valorosamente contro la turbolenta corrente del malinteso orgoglio di razza ed il cieco chauvinisme della massa criolla. Non tutta la stampa indigena si è unita al coro d’insulti contro il Corriere e contro di me.
Un importante giornale argentino, El Municipio, con un articolo intitolato: Un corrispondente italiano che ardisce di dire la verità, ha per il primo levato la sua voce serena sul tumulto degli improperî. Esso ha scritto:
« Nelle sue corrispondenze il Barzini si occupa della crisi argentina, e per studiarla ed esporre le sue cause ed i suoi effetti, ha il coraggio di dire la verità intiera, portando alla superficie il fango sociale e amministrativo.
« Non vediamo ragioni per censurare il Barzini per aver detto la verità, questa verità nuda che la stampa argentina dovrebbe proclamare ad alta voce.
« Malgrado gli attacchi anche grossolani, dei quali è oggetto il menzionato corrispondente, dichiariamo che il Barzini merita il nostro più alto concetto di considerazione e stima, per la sua autorità, perla sua franchezza, per la sua indipendenza.
« Molto vale chi, come lui, ha saputo sottrarsi all’atmosfera di corruzione che asfissia la maggior parte dei rappresentanti dell’opinione pubblica, e trasmette alla penna le sue osservazioni ed i suoi studî con l’impulso della sua coscienza e di profondi sentimenti d’imparzialità e di giustizia.
« Si protesta contro lo specchio che denuncia le nostre deformità, ma non si protesta contro la nostra bruttura. Che colpa ha la macchina fotografica di prendere un brutto ritratto se non è migliore l’originale? Dicendo ciò che ha detto, il Barzini non ha fatto che trasmettere alla carta delle verità.
« Non c’è nè cortesia, nè coltura in un popolo che s’infuria contro un uomo solo, un ospite che dovrebbe venir circondato di rispetto perchè ha coscienza del suo dovere, e lo compie. »