« Non si può negare che a bella prima l’Hôtel de inmigrantes col suo corteggio di casettaccie e di capannette deve dare ai nuovi arrivati un’idea abbastanza sfavorevole dell’ospitalità argentina. Le deficienze dell’immondo padiglione possono essere praticamente comprovate anno per anno da migliaia di ospiti. Sarebbe da desiderarsi che il Governo d’un paese come il nostro, dove noi ci stanchiamo a furia di predicare la necessità di fomentare l’immigrazione, cominciasse ad albergarla meglio. »

Non basta. La Prensa, il 27 dello scorso marzo, scrive:

« Dice un rapporto tecnico che l’Hôtel si trova in uno stato di distruzione tale che riesce impossibile mantenerlo in piedi senza far tali spese da essere equivalenti al costo d’un altro edificio nuovo. Le conclusioni del rapporto non lasciano luogo al dubbio: l’edificio sta nel suo ultimo periodo e minaccia di cadere. »

Infine ho parlato di volo della sistematica irregolarità amministrativa e della profonda immoralità politica. Si è gridato al calunniatore! Ma ecco qua che cosa scrive recentemente un giornale argentino, intorno a questo doloroso argomento:

« Lo spettacolo che offre in questi momenti la politica militante è tale da irritare le anime più placide e far vergognare le persone meno suscettibili ai vituperî della morale. Mai questo paese ha conosciuto una decadenza simile alla presente. I governanti non si occupano che di ripartire le rendite pubbliche, gran parte delle quali sono aggiudicate al proselite e al favorito. Domina in assoluto la preoccupazione assorbente del traffico dei posti pubblici. »

E ancora:

« Nulla è al suo posto. Nell’ordine politico, economico, finanziario tutto è fuori della sua orbita. La nazione precipita nel sentiero che conduce al disastro. La corruzione domina con impudenza e con ostentazione: la inettitudine si fa infermità cronica nelle alte sfere governative, e la decomposizione avanza senza incontrare ostacoli.

« La frode elettorale eretta a sistema è fonte e germe di tutti i mali. Il personale delle amministrazioni, composto dei premiati nello sport politico, inocula nell’ingranaggio amministrativo il virus della decomposizione. La somma dei mali costumi forma una quantità voluminosa di elementi funesti... ecc. »

Il giornale che parla così è la Prensa, il più diffuso giornale dell’Argentina. Precisamente quella Prensa, amico lettore, che ha dato il la dell’indignazione per le mie povere lettere, le quali, con molta meno crudezza, accennavano genericamente alle stesse cose che tanto giustamente la preoccupano.

Ma c’è di più. La Prensa ha inventato la Campagna anti-argentina! « Possiamo dire—ha scritto—che quasi tutta la stampa europea comprese le riviste illustrate, è compromessa in questa campagna. » Si tratta di « giudizî interessati pubblicati nei giornali più serî d’Europa, fra i quali menzioneremo il Times di Londra e il Temps di Parigi. » E non si salva nemmeno l’Agenzia Havas! Si capisce che è tutta propaganda cilena in questa « campagna che aprirono contro la Repubblica quasi tutti i giornali europei. »