Quali fulmini non dovrebbe scagliare la legge per curare tanto male e così profondo?
Anche quando è buona, l’amministrazione della giustizia è così lenta, complicata e debole che riesce spesso inefficace. Per il commercio, ad esempio, rappresenta una rovina. La Nacion ha con una serie di articoli rivelato tutte le porte che la giustizia difettosa spalanca alla disonestà commerciale. Dei bancarottieri possono impunemente offrire delle percentuali ridicole a saldo dei loro debiti; hanno una frase magica per spaventare i creditori: Se non accettate mi metto nelle mani del tribunale!
Coi tribunali non si sa mai come si vada a finire!
Vi è una legione enorme di curiali, procuratori, curatori, uscieri, che nella lingua del paese sono chiamati con la espressiva denominazione di aves negras—uccelli neri. Questi corvi appollaiati intorno ai tribunali, si precipitano dove c’è qualche cosa da mangiare, e fra onorarî, percentuali, prebende e propine finiscono ogni cosa, dividendosela con un accordo che somiglia ad una complicità legale. Anche ammettendo l’onestà più scrupolosa nei giudici, è naturale che con una giustizia così organizzata, la rettitudine commerciale non sia nè protetta, nè incoraggiata.
Nelle successioni testamentarie di stranieri avvengono cose infami protette dalla legge. Gli « uccelli neri » non lasciano talvolta una bricciola dei patrimonî raggranellati qui con stenti e lasciati morendo ai parenti lontani. Essi mandano le pratiche a lungo per degli anni, se l’eredità è grossa, per dei mesi se è piccola, fino a che a furia di spese giudiziarie, di emolumenti, di stipendî per curatele quasi tutto è divorato.
Non parliamo dei tranelli nelle compre-vendite, per cui un contadino, supponiamo, che compra un pezzo di terra può trovarsi di non esserne il padrone: non parliamo delle gherminelle dei contratti e di tante altre truffe semi-legali che la Giustizia contempla indifferente.
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Tronchiamo questa esposizione di brutture, le quali nulla aggiungono e nulla tolgono al triste quadro della Giustizia argentina.
Di tutti i mali che affliggono quella Repubblica—alla quale tanta fortuna invece potrebbe sorridere—la cattiva Giustizia è il più grave per i nostri connazionali, perchè è quello le cui conseguenze dolorose li colpiscono direttamente e immediatamente.
Quei governanti argentini che amano veramente il loro paese e che ne vogliono il bene, che desiderano l’aiuto generoso delle nostre braccia e delle nostre simpatie, rivolgano le loro cure al risanamento della Giustizia. La giustizia è la coscienza d’un paese. Se la coscienza si risveglia e si migliora, le azioni divengono buone. Pongano tutto il loro amore e tutta la loro scienza in questo. E nella buona Giustizia l’Argentina troverà precisamente la guarigione di tutte le sue piaghe!