[43]. All'ordinanza del 1791 il Schauburg aggiunse qualche modificazione, ma nello spirito di essa, e la piú importante fu il cambiamento di direzione in massa operato per movimenti di fianco.

[44]. Abbiamo creduto di poterci dispensare dall'enumerare alcune pratiche di guerra amministrativa le quali tenevano alle circostanze di una lunga guerra su tutti i punti di Europa, facendosi al tempo stesso il blocco di Cadice e quello di Riga. Questi metodi dettati dalle circostanze sono l'accrescimento del numero de' battaglioni fino a sette per ogni reggimento, la formazione de' reggimenti provvisori, di quelli di marcia e delle coorti delle varie bande, l'artiglieria reggimentaria ristabilita, l'ordine in colonna adottato come ordine abituale, le truppe spedite in posta, vale a dire con mezzi di trasporto straordinari, e le altre misure a queste corrispondenti. Tutte non saran certo adottate in una nuova guerra, ma molte il saranno.

[45]. La seconda opera puramente storica dell'arciduca sulla campagna del 1799 è comparsa dopo l'epoca che trattiamo, ed in essa trovasi un ampio sviluppo sulla guerra di montagna teoricamente considerata. Noi abbiam fatto un'analisi compiuta di quest'opera dell'arciduca, analisi che pensiamo pubblicare in séguito; il che ci dispensa dall'esporre gl'importanti cangiamenti che ha subiti la guerra di montagna, dei quali avevamo promesso di tener parola dipoi, ed ora nol facciamo per non allungare di piú questo giá sí lungo discorso. Ci limitiamo a indicare che fu dapprima attaccata una esagerata importanza alla possessione delle piú alte montagne, che quindi si vide per la prima volta manovrare con grandi masse composte di tutte le armi in queste regioni alpestri e inospitali, ma che in séguito le escogitazioni della scienza del pari che l'esperienze degli avvenimenti avevano fatto conoscere che nelle vallate ricche di mezzi di sussistenza gli eserciti numerosi potevano difendere e dominare la parte montana della contrada strategicamente considerata.

[46]. I nomi di Herschell, Oriani, di Piazzi e di Zach appartengono a' progressi dell'astronomia in questa epoca.

[47]. La natura delle relazioni di cui parliamo in questa quistione non è ai nostri sguardi la stessa di quella che abbiam dimostrato esistere tra l'arte della guerra e le scienze tutte e della quale ci siamo occupati negli anteriori discorsi. Non pretendiamo punto dimostrare che i progressi delle arti della pace sieno stati per cosí dire paralleli e coordinati a quelli delle arti della guerra. Non è sotto l'aspetto puramente intellettuale che noi consideriamo questi rapporti, ma sotto quello piú particolare de' sentimenti eccitati dalle une ed espressi ed esternati dalle altre. Ben vediamo che un metodo di esprimere de' sentimenti eccitati da un avvenimento qualunque, una volta che sia trovato, può servire ad esprimerne degli altri totalmente diversi. Allora pare che il metodo non abbia alcun rapporto col primo sentimento espresso, e chi volesse parlare di quel primo rapporto caderebbe in una apparente contraddizione. A noi basta ricordare a questo proposito per giustificare il nostro assunto in questa quistione la sentenza di Dante, che credette la poesia non poter toccare il suo apice se non che quando avrebbe parlato di armi, materia di altissimo canto.

[48]. Alcuni filosofi tra i quali il Bonstetten hanno separata l'intelligenza dall'immaginazione, considerando questa in generale come la facoltá che crea nella letteratura e nelle belle arti piú particolarmente. Or come pel nostro assunto ci serviamo delle filosofiche dottrine, ma non abbiamo la pretensione di discuterle, ne risulta che ci serviamo dei termini piú generali, tanto piú che crediamo che ogni creazione si operi coll'intelligenza e che nulla si possa fare col mettere in azione una sola facoltá. La classificazione delle facoltá è arbitraria, perché in natura esse sono unite; per lo che quando si dice l'immaginazione sia la facoltá che crea la poesia, ciò vuol dire che preponderi in quella creazione e non giá che operi da per sé sola, mentre è assurdo il supporre un prodotto qualunque dello spirito umano al quale la ragione e la memoria non abbiano parte alcuna.

[49]. Il Bonald che ha detto essere la letteratura l'espressione della societá, ha fatto talmente approvare la sua definizione ch'è divenuta di un uso comune e di una non contestata esattezza. Soscrivendo a questa opinione generale crediamo esser verissimo che la letteratura, come quella che riassume tutto lo stato sociale considerato nei suoi sentimenti e nelle idee che producono l'azione, ne sia la piú compiuta espressione; ma crediamo ciò non ostante che lo stato delle scienze belliche ne sia anche un compiuto riflesso, e crediamo non essere esclusivi quando conveniamo che ogni lato dello scibile e dello stato sociale produce lo stesso risultamento a secondo della sua importanza e delle sue relazioni cogli altri.

[50]. L'opera del Bealtie sulle simiglianze della poesia e della musica e le loro differenze svolge con maestria l'idea che qui indichiamo.

[51]. Nelle societá quali erano le antiche non vi era unitá né di tattica né di lingua né di letteratura né di musica, come non ve n'era né legislativa né religiosa. Tra i moderni avviene il contrario, e la lingua piú universale è la musica. Al Cairo, a Filadelfia, a Lisbona, a Pietroburgo, a Londra, a Napoli, a Costantinopoli, un reggimento che marcia lo fa al suono di una musica di Rossini o di altro distinto compositore. Questa uniformitá di gusto esprime chiaramente che le simiglianze tra i moderni superano le differenze.

[52]. In appoggio del nostro assunto ricordiamo ai nostri lettori che negli ordini del giorno che precedettero le battaglie di Austerlitz e di Jena il supremo conduttore non si limitò ad eccitare i sentimenti del suo esercito, ma discese a provare che strategicamente e tatticamente il nemico era in una falsa posizione, per cui se si combatteva con energia, la vittoria era sicura e vasta nei suoi risultamenti. Questo esempio di un generale che confida i gran segreti della guerra ai propri soldati, mentre che prima o altrove si tenevan celati anche agli uffiziali generali di secondo ordine, è una luminosa dimostrazione dell'intelligenza sparsa in un popolo simboleggiato dal suo esercito ed è una pruova novella delle modificazioni che l'eloquenza subisce secondo che vuol muovere o persuadere.