[63]. Cosí la Francia variò piú volte l'unitá di forza denominata «battaglione», sí nel numero delle compagnie che nel numero dei soldati, e tentò di piegarla non solamente ai bisogni del comando e delle evoluzioni ma inoltre ai fini diversi delle guerre che imprendeva. Non è difficile di distinguere che altra deve esser la forza ed il numero dei battaglioni in reggimenti destinati a guerre offensive e lontanissime, ed altra in guerre difensive e vicine. In queste, prossimo l'esercito ai soccorsi, non s'indebolisce per le distanze e ripara prontamente le perdite, onde quelle unitá possono e debbono nei reggimenti essere meno numerose e meno forti. Nelle guerre lontane deve conservare il numero e la forza, per non giungere troppo debole sul teatro della guerra, per poter attendere i soccorsi, partendo nondimeno con unitá che non eccedano gli estremi limiti che possano permettere l'amministrazione e la disciplina, per potere al bisogno fondere insieme piú battaglioni senza che dall'organizzazione scompariscano i reggimenti, le brigate... Cosí i volteggiatori divenivano la vera infanteria leggiera degli eserciti, e da per tutto si dismettevano i corpi irregolari che ne tenevano imperfettamente luogo. Cosí gl'inglesi presentavano utilmente alla meditazione dell'Europa l'infanteria ordinata in due righe. Cosí si riunivano in forti riserve la cavalleria e l'artiglieria, per lo innanzi disgiuntamente adoperate. Infine gli eserciti francesi, dopo il campo di Boulogne, conservando nei singoli corpi le evoluzioni pria tolte ai prussiani e poi rendute perfette dall'ammirabile regolamento del 1791, che indi venne modificato in qualche evoluzione piuttosto riguardo ai modi che riguardo ai princípi, ma applicate dai generali in modo piú vasto, piú ardito, piú trascendente, poterono combattere con quei prussiani medesimi, tanto a loro superiori in tattica sino ai primi anni delle ultime guerre. Donde potrebbe credersi che i francesi raggiugnessero in tattica al punto risolutivo i loro avversari, piuttosto che questi i francesi. Ciò intendo in ordine alla tattica. — «I francesi... nulla piú operando di considerevole quanto... alla costituzione ed all'uso materiale delle forze, lasciavansi raggiugnere al punto risolutivo, quello cioè dell'affrontamento sui campi...». — Cosí il barone maggiore Ferrari.

[64]. È noto quante differenti ruote entrino nel sistema del Gribeauval, e quanto il suo carriaggio militare disti dal sistema inglese di cui è parola, e quanto ancora ne disti l'attuale carriaggio francese. Il comitato di artiglieria formato in Francia nel 1827 cosí si esprime in ordine al nuovo carriaggio militare: — «Des expériences comparatives faites avec soin en 1824 et 1825 dans cinq écoles d'artillerie ont constaté les avantages que donnent au nouveau modèle d'affûts et caissons d'artillerie de campagne le mode d'attache des deux trains, l'égalité de la hauteur des roues et un avantrain commun á l'affût et aux caissons principaux, objets par lesquels le nouveau système diffère du système Gribeauval. Ces avantages bien reconnus consistent en plus de semplicité dans les constructions, en un roulage plus facile, en plus de tournant, plus de célérité dans les manœuvres et plus de facilité á franchir tous les obstacles». — Conosco le gravi accuse prodotte dal generale Allix, riputatissimo artigliere, contro il sistema del Comitato. Esse nondimeno non sono dirette a sostenere che il sistema Gribeauval sia rimasto invariato o che debba rimanere invariabile; per lo contrario, dopo d'aver dedotto i difetti di questo sistema e preferito quello dell'anno XI, rivendica alcuni dei miglioramenti del Comitato come suoi propri, critica il rimanente come inferiore a quello del Gribeauval e dell'anno XI, finalmente espone il suo metodo. Ignoro dopo l'anno 1830 quale sia stato il sistema preferito nelle artiglierie di Francia.

[65]. Il corpo del treno fu organizzato in Francia per decreto dei consoli del 13 nevoso anno VIII, non senza chi sostenesse esser di avvilimento per un soldato il «divenir carrettiere»; ed in Inghilterra del 1793 sotto gli auspíci del duca di Richmond. I cannonieri a cavallo furono adottati in Russia per cura del general Milessino negli ultimi anni dell'imperatrice Caterina seconda, in una maniera molto imperfetta. Paolo primo li apprezzò poco, in odio della loro origine, che supponeva esser francese-repubblicana e non giá prussiana.

[66]. Se il generale Elsnitz contro la guardia consolare a Marengo, se la cavalleria francese al primo combattimento di Krasnoi nel 1812 contro il generale Newroscki, avessero potuto far precedere le loro cariche dal fuoco di pronte artiglierie, né il general russo avrebbe recato a termine la sua bella ritirata, né il quadrato di Marengo avrebbe stancata e tenuta sí lungamente occupata la bella e numerosa cavalleria imperiale. Ma il generale Elsnitz sembra che ne mancasse; ed i francesi a Krasnoi ne attesero per lungo tempo, e poi sopravvenne assai poca artiglieria alleata e non perfettamente servita. La cavalleria inglese non riuscí contro i quadrati della guardia francese a Waterloo se non dopo di averli per cosí dire battuti in breccia con la sua artiglieria.

[67]. Come afferma il signor maggiore Ferrari, pagina 16, nota 1. Nondimeno i cannonieri a cavallo, francesi, russi, prussiani, polacchi (del granducato di Varsavia), italiani d'ogni paese..., ebbero parte in molte vittorie.

[68]. Il tenente generale Allix (Système d'artillerie de campagne de D. G. Allix, Paris, Auselin et Prochard, 1827), giudice competente per lunghi ed importanti comandi (e taccio d'altri), si esprime su tale assunto in tai termini: — «J'ai vu et entendu beaucoup de songecreux qui n'ont vu... la guerre que dans les bureaux du ministère... avoir à cet égard (l'abolizione dei cannonieri a cavallo) la meilleure volonté du monde. Gassendi a prêché ce système...; mais c'était chez-lui par principe d'économie et non par défaut de connaissance. Et en effet en supprimant les chevaux de l'artillerie á cheval, on évite... les dépenses... Mais il y a á la guerre des économies qui ne sont pas bonnes á faire...». — Ed in séguito: — «Ce serait ignorer la nature même des choses, de vouloir donner á l'artillerie á pied la même vitesse qu'á l'artillerie á cheval... Aussi tous les efforts pendant le cours de nos dernières guerres pour démonter les cannoniers et substituer aux chevaux pour porter les cannoniers les voitures mêmes de l'artillerie, ont-ils étés sans succès». — In Francia i tentativi per trasportare i cannonieri sui carri precedettero quelli mercé i quali furono messi a cavallo. La esperienza non raccomandò il primo modo di trasporto; il secondo fu seguito da lunghi e brillanti successi, onde si giunse all'abuso. Federico, reso piú leggiero il suo materiale di artiglieria, creò i cannonieri a cavallo e li conservò sempre gelosamente. Tornare ai wurst sará progredire? I dotti ne giudicheranno.

[69]. La Prussia conserva in pace centotto pezzi serviti da cannonieri a cavallo e centosessantadue da cannonieri a piedi. In guerra sembra che i primi stiano ai secondi come uno a quattro. Il Caraman, Essai sur l'armée prussienne, pagina 110 (Paris, 1831), cosí si esprime: — «Comme on tient beaucoup... á la perfection des manœuvres, on exige beaucoup de l'artillerie á cheval, qui est habituée á suivre et la plus part du temps á précéder les mouvements les plus rapides de la cavalerie: elle exécute ordinairement au galop, souvent en carrière...».

[70]. È giusto di riflettere non essere ussaro chiunque monta su di un cavallo, ma colui solamente che si serve del cavallo per lo fine e nelle guise degli ussari.

[71]. L'autore dell'articolo redarguisce coloro i quali mettendo a cavallo un artigliere, lo resero mozzo e l'obbligarono all'istruzione d'un cavaliere; approva che sia divenuto vetturino. Ammesso che ciò stia bene, sarebbe questo un nuovo miglioramento pensato da uomini istruiti dalle ultime guerre.

[72]. Nelle artiglierie inglesi ed anche nel sistema dell'anno XI ed in quei che lo precedettero. Non è mestieri di ricordare la profusione del calibro da quattro nel sistema di Gribeauval, la scarsezza degli obusieri, la disseminazione dei pezzi nei battaglioni..., colpa dei tempi piú che sua; ma alla perfine era cosí. Del rimanente pei miglioramenti gravi introdotti nell'artiglierie, come per la convenienza dei cannonieri a cavallo e del loro modo di combattere uniti alla cavalleria, si veggano le opere sommamente istruttive dei signori Grevenitz e Decker (traduzione del Ravicchio), opere in cui non meno è ad ammirarsi il vasto sapere che la profonda esperienza di quei chiarissimi e laboriosi autori, esperienza che accompagna tutte le altre opere del Decker (Per Grevenitz, Parigi, 1831, presso Levrault; e per Decker, Parigi, 1825 e 1831, presso il medesimo).