E ogni sera, terminata la rappresentazione, mentre marito e moglie si coricavano nel misero giaciglio dietro il palcoscenico, Cardello li sentiva leticare sottovoce e sentiva il colpo di un ceffone o di un pugno che strappava degli ahi! ahi! alla poveretta.

Due notti appresso la lite fra marito e moglie si era incalorita. Cardello udiva ringhiare don Carmelo:

—Devi dirglielo tu!… Altrimenti lo prendo per le spalle e lo butto
fuori a calci!… E commetto qualche sproposito!… Zitta! Zitta!
Ieri, perchè è venuto dopo di avermi incontrato nella Piazza della
Matrice? Che cosa ti ha detto?… Rispondi! Parla!—

La voce di don Carmelo era avvinazzata; e donna Lia rispondeva soltanto coi singhiozzi e con l'esclamazione:—Madonna Santa!—

Tutt'a un tratto… Cardello si era rizzato sul pagliericcio steso in un angolo. Avrebbe voluto accorrere…. Nel buio accadeva certamente qualcosa di terribile. Don Carmelo bestemmiava, donna Lia gridava:—Oh Dio! No! No!—

Cardello gridò:

—Don Carmelo!… Donna Lia!….—

Un rantolo… e poi niente! Un zolfanello fu acceso, e un lume; e Cardello si vide apparir davanti don Carmelo in camicia e mutande tutto insanguinato….

—Don Carmelo!… Don Carmelo!….—

L'Orso peloso, con gli occhi sbarrati, coi capelli irti, si rivestiva in fretta, apriva la porta e scappava senza neppure dirgli una parola, quasi non avesse udito il grido di lui e non si fosse neppure accorto della sua presenza.