Questa volta il padrone gongolava. Osservava sorridendo i vasetti, voltandoli e rivoltandoli, passandoseli da una mano all'altra, presentandoli all'ammirazione di Cardello, con dirgli:—Eh? Eh? Eh?—a cui Cardello rispondeva battendo le mani.

Solamente egli sentiva un po' di tristezza, pensando che il Piemontese avrebbe tenuto quel segreto per sè, e che lui non avrebbe mai saputo fare niente di simile. E guardava con un senso d'invidia quel libro che il padrone consultava a ogni po'. Doveva essere un libro di magia!

Una volta, nell'assenza di esso, Cardello avea provato di leggerlo, ma non ci aveva capito niente!… Si era però trascritto il frontispizio, per ogni caso; leggi e rileggi, doveva finire con intenderlo! La buona volontà non gli sarebbe mancata.

* * *

Ci furono parecchi giorni di sosta. Cardello avea dovuto tornar a sorvegliare gli operai. Il Piemontese, a corto di quattrini, passava intere giornate al Municipio per strappare un acconto al Sindaco, che giurava di non dare più un soldo se i lavori laggiù non venivano spinti innanzi con sollecitudine.

Oltre alla testardaggine, il Piemontese aveva anche, quando occorreva, una bella chiacchiera. Pregava, minacciava liti, si raccomandava, faceva veder le cose quattro e quattro fa otto, protestava che prima della fine dell'anno i lavori sarebbero compiuti. Voleva guadagnarsi il premio stipulato nel contratto, pel caso che la conduttura fosse allestita prima del termine fissato; non era così sciocco da lasciarsi sfuggire di mano quella bella sommetta di parecchie migliaia di lire. E tornando a casa, senza aver cavato un ragno da un buco, si sfogava con Cardello, mentre questi preparava il desinare, gli ripeteva la scenata avuta con quel somaro di Sindaco, quasi i quattrini, invece di questo avesse dovuto darglieli Cardello!…

Intanto non potevano fare altri esperimenti; questo era il gran guaio!

Gli mancavano parecchi ingredienti per lo stagno, e bisognava farli venire da Torino.

—Costano troppo?

—Un centinaio di lire. Non posso spendere per essi le paghe degli operai.—