Intanto bisognava prima cuocere i vasetti e le tazze.

Intorno alla riuscita di questa operazione non aveva dubbi di sorta alcuna. In un vasetto soltanto era avvenuta un'incrinatura al collo, forse perchè non bene asciutto…. Ma questo era niente.

Il difficile veniva ora.

Gli tremavano le mani sturando la boccetta, versando un po' del contenuto nella catinella con l'acqua, facendo una mistura a casaccio, rimestandola, aggiungendovi un po' di medicamento dell'altra boccettina quando gli era parso che il liquido non fosse denso a bastanza.

—Chi sa che intruglio ho fatto!…—

E soltanto ora che non poteva rimediare, gli si affacciava alla mente la riflessione che forse aveva sciupato cosa costosa, e che il Piemontese, al ritorno, non gli avrebbe perdonato l'imprudenza commessa.

—Ormai, è fatta!—egli esclamò:—Si pagherà, se mai, con le cento lire.

Cominciò a collocare i vasetti già ben secchi nella parte superiore del forno, come aveva visto fare al padrone, e diè fuoco alla legna, alimentando continuamente la fiamma, col cuore che gli batteva forte dall'ansia, pregando a mani giunte:

—Madonna Santa, aiutatemi!—

Diciotto ore di fuoco, di continua commozione; e anche digiuno!