—Ma che bisogno ne ha lei che sa far tutto?—gli disse una volta.
—L'ingegnere arriverà domani,—rispose il Piemontese.
E fu come se gli avesse detto:—Domani la fabbrica sarà allestita di tutto punto.
Sì, l'ingegnere stette là otto giorni a prender misure, a tracciar disegni, e andò via senza far murare una sola pietra.
Il Piemontese era di malumore. Contava su le dieci mila lire del premio che il Municipio avrebbe dovuto dargli; ma il Sindaco lo rimandava da un giorno all'altro, da un mese all'altro, e gli toccava di leticare coi carrettieri e coi manovali che volevano essere pagati e che egli, a corto di quattrini, non poteva pagare, Tutto era di nuovo sospeso, anche i saggi di terracotta, perchè il Piemontese perdeva le giornate a sollecitare il Sindaco, e anche a trovar quattrini in prestito da qualche strozzino.
* * *
Come vedeva sorgere da terra i muri per gli stanzoni rustici, Cardello si sentiva crescere, su su, anche lui. Per ora, una sola fornace e non molto grande; le altre due rimanevano in progetto, ma erano segnate sul terreno con cerchi di grosse pietre.
—Tra sei mesi!—aveva detto il Piemontese.
E sei mesi sarebbero passati presto.
Cardello però notava che il padrone era spesso preoccupato di qualche cosa ch'egli non riusciva a indovinare. Difficoltà di denaro, forse, dopo tanto che se n'era speso? Ma con quell'uomo le difficoltà duravano poco! Cardello continuava sempre a crederlo una specie di mago.