A un tratto, il Piemontese parve preso da una gran fretta di inaugurare la fabbrica con quattro operai andati a cercare in un paese vicino e tre ragazzi che aiutavano Cardello a manipolare la creta. Degli stanzoni uno solo era stato coperto. Tutto alla meglio, pur d'iniziare la produzione.

I vasi, gli orci già seccavano al sole nella spianata; oggetti piccoli però, per saggiare la cottura nella fornace e poi saggiare la stagnatura. E l'ansietà della prima prova era tale in Cardello che non lo faceva dormire.

Quando i vasi e gli orci vennero tratti fuori, anche il Piemontese perdè un po' della sua serietà davanti al bel resultato. La creta, nella cottura, aveva preso un colore di rosa carnicina soavissimo; anche per la leggerezza il resultato era stato eccellente; a confronto di quelli degli stovigliai, quegli orci, quei vasi pesavano poco più della metà. La creta avea potuto esser ridotta sottile senza nulla perdere in resistenza.

Cardello, incontrato quel vecchio stovigliaio, gli disse trionfalmente:

—Venite a vedere!—

E lo condusse con sè.

—Non c'è che dire; ma costeranno di più

—Possiamo darli allo stesso prezzo dei vostri.—

Il vecchio crollava la testa, incredulo.

—E poi, che può importare che siano più legger?