E continuò la sua vita di repressione, di eliminazione; pareva che il suo intento fosse quello di rendersi una specie di interessantissimo automa, di bellissimo automa, combattendo ora per ora, giorno per giorno l'opera avariante della natura, spendendo lunghe ore davanti allo specchio per scoprire l'insidioso lavorio di una ruga, la diserzione dei capelli, che si scolorivano come presi dalla paura di sentirsi scacciati dal centro del capo verso la tempia e di dover rifugiarsi indietro, indietro, verso la nuca.

E fu proprio in quegli ultimi mesi ch'egli si accorse di un insolito risveglio del suo cuore.... — Come mai? Non riusciva a spiegarselo altrimenti che con una specie di sortilegio della giovane vedova Mannelli buttatogli addosso durante l'ultima festa di beneficenza.... Signor Romero qua.... signor Romero là.... E poi anche, corto: Senta, Romero! Guardi, Romero! E lui si era prestato a secondarla, ad appagarla! E a ogni richiesta, a ogni pretesto, si era sentito diventare più grave, più solenne dell'ordinario, quasi quella diabolica Mannelli fosse degna del più rispettoso omaggio, dell'opera più dignitosa e più severa!

— Bravo, Romero!.... Benissimo, Romero! Grazie infinite, Romero!

E lui rimaneva incerto, confuso davanti al preciso significato dell'allegra intonazione della voce di lei, davanti a quel sorriso che le tremava su le labbra prima di diventare riso e anche.... equivoca risata!

Era impossibile che la gente non se n'accorgesse.

Lo approvavano seriamente? Si facevano beffa di lui?

— Non potevate sceglier meglio, Romero!

— Che? Resiste ancora, Romero? Per mostra, non per altro!

Egli negava, ma debolmente; si difendeva, ma in maniera da confermare i sospetti e ridurli certezza.

Ah, quella vedova indemoniata! Ora egli viveva unicamente per lei; era più grave, più solenne, più rappresentativo, ma per lei!