Ma da parecchie settimane in qua quel signor Torriani era diventato assolutamente insopportabile. Che chiacchierasse a distesa, durante la colazione e il desinare, a lui, Giorgio Pintaura, non faceva nè caldo nè freddo. Silenzioso per natura, gli piaceva di star ad ascoltare, specialmente quando chi parlava era di quelli che tengono desta l'attenzione per le cose che dicono e pel modo con cui le dicono. Il signor Torriani era di questi, quantunque avesse la fissazione di discutere tutti i fattacci riportati dai giornali.

Perciò nella pensione veniva chiamato il Pubblico Ministero. Le sue strampalerie divertivano, e anche le osservazioni assennate che talvolta gli scappavano di bocca, per quella specie di stizzosa ironia con cui venivano espresse.

Danzini soleva dire:

— Le chiacchiere del Torriani aiutano la digestione.

Aveva letto in un giornale qualcosa di simile e si compiaceva di ripeterlo.

Gli altri, spesso, discutevano, facevano da avvocati contro il Pubblico Ministero, per provocarlo, per fargliene dire delle più grosse e riderne....

Lui, Pintaura, intanto, mangiava zitto zitto, comodamente, le pietanze, non molto abbondanti, che la signora Marianna mandava dalla cucina; sbucciava l'arancia o la mela, rappresentanti la frutta con costante vicenda di cui nessuno si lagnava, e, all'ultimo, acceso il mezzo toscano riserbato alla colazione, rimasto là alcuni minuti ad ascoltare, coi gomiti su la tavola e la testa tra le mani, salutava e andava via, senza curarsi se il Pubblico Ministero avesse o no terminato la sua discussione.

Ma che poi il Torriani volesse continuare il suo ufficio anche la notte per ore e ore di seguito, dimenticando che dietro l'uscio intermedio tra le due camere c'era un povero diavolo stanco dal lavoro giornaliero di impiegato contabile e desideroso di dormire sei, otto ore filate, no; questo non poteva tollerarlo, assolutamente!

E intanto, tre, quattro volte durante la nottata, gli toccava di sentirsi svegliare dai soliloqui del signor Torriani, che non aveva l'amabilità, l'educazione di farli sottovoce. Era inutile tossire con insistenza in maniera da far comprendere che nella camera accanto qualcuno fosse stato indelicatamente svegliato. Il Pubblico Ministero continuava con pochi intervalli di riposo, con violente riprese. Soltanto quando dagli scuri mal connessi della finestra cominciava ad insinuarsi la fioca luce dell'alba, il Torriani, si chetava. Pintaura, che doveva fare ogni sforzo a fine di non riaddormentarsi e trovarsi in orario all'ufficio, lo sentiva russare, e sapeva che si sarebbe svegliato pochi minuti avanti di andare a sedersi a tavola per la colazione.

Si decise finalmente di lagnarsene con la signora Marianna, mentre sorbiva il caffè prima di uscire di casa.