— Più che contro di me, dovresti sdegnarti contro te stesso. Ricordi? quella sera, la prima volta che il caso ci avvicinò, ti dissi: Io sono fatalista. Pur troppo da allora in poi, non ho avuto occasione di ricredermi. Avrei voluto ridurti un altro; tu non hai fatto nessuno sforzo per diventare un uomo nel vero senso di questa parola. Sei il Dubbio, sei l'Esitazione in persona, e ti vorrei la Risolutezza, fin la Violenza.... Dovremmo dividerci, di amore e di accordo, prima che avvenga qualcosa... Non abbiamo figliuoli, che ce lo impediscono! Sì, prima che avvenga qualcosa....
— Che può avvenire?
— Non so. Tutto può avvenire, anche quello che stimiamo impossibile. Io mi sento creatura fragile quanto le altre. Ho tentato tanto di stordirmi.... Tu dovresti aver paura del mio continuo sforzo di attività. Arriva un momento in cui anche i corpi più forti si esauriscono. E allora.... Oh! Queste tue lacrimette mi fanno rabbia!
Si rizzò dalla seggiola con impeto, e prima che Romano potesse fermarla era andata a rinchiudersi nella sua camera, accanto a quella di lui. Dormivano separati, secondo i consigli del libro d'Igiene del Matrimonio, ch'egli aveva comprato poche settimane prima delle nozze.
Romano rimase accasciato, immobile, con i gomiti su la tavola, la testa tra le mani, nel posto dove era seduto di faccia a quello di sua moglie.
Che significavano le parole di lei? Uno spauracchio? Una minaccia? Una confessione a mezzo?... Il sospetto che Elisa non avesse voluto mentire gli faceva correre acuti brividi da capo a piedi.
Come doveva comportarsi? Neppure la straordinarietà del caso lo induceva a prendere una decisione. La sua felicità, la sua pace, il suo onore erano in ballo.... Ma.... gli sembrava di eccedere, anche dando il significato di una minaccia alle parole di Elisa.... Ma.... non doveva illudersi, non fidarsi troppo.... Ma stare in guardia doveva, senza farne le viste.... Oh! Esser giunto a questo dopo due soli anni di matrimonio!... E poi? E poi? Se non potesse dubitare più? Se vedesse crollare a un tratto il bell'edificio della sua vita?... Non avrebbe saputo prendere una risoluzione, una decisione.... neppur dopo?
Aveva però la forza di simulare. Non c'era gesto, non c'era atto, non c'era pensiero, sì, pensiero, di Elisa che gli passasse inosservato. Ora, lei non gli diceva più:
— Vado dalla tale amica, esco per certe compere, mi attende la sarta, passo dalla modista.
Andava e veniva senza inquietarsi di lui, vedendo che lui non s'inquietava punto di lei. Talvolta uscivano a passeggio insieme, apparivano in un palco di teatro, si mostravano in un concerto, in una riunione e nessuno poteva immaginare che quei due sposi si fossero ridotti intimamente, quasi come estranei; e nessuno poteva sospettare che quei vividi occhi neri di lei, che guardavano attorno con lieve aria di smarrimento, ricercassero nel vuoto, davanti a sè, qualcosa che si attendevano di vedersi venire incontro, e non appariva da nessuna parte.