Poi, per parecchi anni, non ne aveva saputo più niente. Ripasseti, con la villa, col vigneto, con i campi di seminati era stato spartito tra i creditori del signor Cellini, e lui fittaiolo, coi suoi risparmi, aveva acquistato la collina dov'era cresciuto e vissuto, e che, dopo tanti anni di fitto, gli pareva quasi casa sua.

Era rimasto solo. Sua moglie morta da un pezzo; il figlio, tentando di far fortuna in Germania, era perito in un disastro ferroviario; la figlia aveva preso marito ma abitava lontana con la famiglia di lui, e gli avea mandato un ragazzino di dieci anni, forse per fargli prendere anticipatamente possesso dell'eredità e fargli apprendere ad amare quei luoghi, che poi avrebbe dovuto coltivare.

E perciò, una mattina, il vecchio contadino parve uscito fuori di sè dalla gioia quando vide arrivare lassù quel giovane alto, magro, barbuto, e sentì dirgli:

— Non mi riconoscete? Sono Renzo Cellini.

Aveva esitato un istante, poi gli era saltato al collo abbracciandolo e baciandolo intanto che gli ripeteva:

— Scusi.... mi perdoni, padroncino mio! — come se Renzo Cellini fosse rimasto per lui il signorino di una volta.

Non osava di domandargli perchè mai fosse andato a trovarlo. Credeva che non avesse dovuto bastargli l'animo di affacciarsi da quelle parti dopo il disastro della sua famiglia, e temeva che ogni parola potesse aggiungere strazio allo strazio che il signorino doveva sentire alla vista di quei cari luoghi della sua fanciullezza, resi quasi irriconoscibili dai nuovi possessori.

— Son venuto a chiedervi ospitalità per qualche tempo — disse Cellini. — Ho bisogno di raccoglimento, di solitudine. Mi si son ridestate nel cuore le dolci sensazioni di una volta, quando venivo quassù a inebriarmi di aria, di luce, di colori, e stavo ore e ore immobile, sdraiato su l'erba, come un animalino, davanti allo spettacolo della pianura sottostante, dei monti lontani e di quella striscia di mare che brulica là, in fondo, e sembra una cintura di oro vivo nelle ore del tramonto....

— Si figuri! Si figuri! Tutto quel che comanda! — rispondeva il vecchio. — Ora sono solo: ho un nipotino con me; lo metterò al suo servizio. Dovrà però adattarsi. Posso lasciarle libera la casetta, così com'è.

— Farò i patti io.