Supponendo che, innamorato non corrisposto, covasse nel cuore qualche vendetta, il farmacista lo ammoniva affettuosamente:
— Non vi perdete dietro alle donne, caro don Ciccio. Se dovete fare una sciocchezza — suol dirsi così, ma è cosa santa e giusta — prendete moglie!
— Le donne? Sciù! Per me sono come le mosche, le caccio via.... Sciù! In quanto alla moglie, se fosse cosa santa e giusta, l'avreste già presa da un pezzo....
Il farmacista l'avrebbe presa volentieri. Aveva però addosso gli orfani di suo fratello avvocato, tre ragazze e due maschi....
Ma questo non c'entra.
L'importante è il sapere che, a trent'anni, don Ciccio Curti riteneva le donne simili alle mosche e che le cacciava via: Sciù! Sciù!
Eppure, come contadino ripulito, era quasi un bel giovane. Avrebbe trovato parecchie donne pronte a sposarlo. Dava occhiate di qua, occhiate di là; non era fatto di legno! Appena però si accorgeva che quelle occhiate potevano esser prese sul serio, smetteva.
Per un uomo di trent'anni, questo gran riserbo faceva specie.
Fece maggiormente specie quando si seppe che ogni sera una vecchierella, sua vicina di casa, era incaricata di chiudergli la porta a doppia mandata e di aprirgliela all'alba.
Durava da un bel pezzo senza che ne fosse trapelato niente; ma una mattina, aspetta aspetta....