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Renato, in quei pochi giorni, se la vide venire in casa più frequentemente, meno allegra, sì, ma con cordialità più aperta.
Restava a lungo sdraiata sul canapè o su una poltrona, con la faccia appoggiata a una mano, un piedino accavalciato sull'altro, e gli occhi ombrati dalle ciocche arruffate su la larga e bella fronte, fissi su lui.
E se Renato andava a sedersele accanto e le prendeva una mano e le passava il braccio attorno alla vita, ella tentava di svincolarsi, ma fiaccamente, e finiva col lasciarsi baciare senza resistenza.
Prendo anticipazioni per tutto il tempo che rimarrò lontano — egli diceva.
— Non dubiti: le manderò, ogni volta, mille baci per lettera.
— Ne preferisco dieci ora.
Nelle solite passeggiate serali, Luigia gli si attaccava al braccio con abbandono:
— Non so affatto persuadermi che domani l'altro non ci troveremo più insieme.... Si rammenterà di me?... Ho qualcosa qui, nel cuore, e non riesco a metterlo fuori; un peso, una specie di rimorso. Mentre lei è stato così buono, così affettuoso, così sinceramente amico, con me, io invece mi son mostrata quasi ingrata, cattiva. Almeno debbo esserle sembrata tale. È vero?
— Perchè dici così? Hai torto.