Di che lauri mai fosse cortese
Questo suol che a difender volavi,
E qual messe superba ignoravi
Tanto sangue dovesse inaffiar!
Non pensasti la gallica boria.
Curva ancor sotto l'asta germana,
Pei tornati guerrier di Mentana
Ritrovante l'oltraggio di un dì;
E spartirsi l'ausonia vittoria
Quei che al Prusso voltarono il dorso.
E i paffuti fuggiaschi del Còrso
Scagliar fango a chi vinse e morì!
E annoterà: Non è inutile per la storia il rammentare di che gratitudine imperialisti, legittimisti, pseudo-repubblicani e clericali rimeritassero in Francia il soccorso magnanimo del vinto di Mentana. Ma sùbito la politica della sua parte repubblicana gli farà soggiungere: « Per fortuna... il VERO POPOLO FRANCESE... ricorda con ammirazione e gratitudine il nome del vincitore di Dijon, » quasi imperialisti, pseudo-repubblicani, legittimisti e clericali non appartenessero al VERO POPOLO FRANCESE e non ne formassero la maggioranza!
Sarà meglio rifuggiarsi spassionatamente nella critica letteraria e, innanzi tutto, prender nota di una preziosa confessione del poeta:
A me polito e terso
Nel furiar de l'ore
Non concessero il verso
Le Pierie canore:
E di squisiti carmi
E d'armonia gentil
L'estro ignorò fra l'armi
Il delicato stil.
(La lucerna di Parini).
Infatti, proprio nel componimento che inizia il volume, nella prima strofa, c'imbattiamo in questi versi:
Ma già già l'ombre fasciano il piano,
Espero luccica ne lo zaffiro...
Il lampionaio comincia il giro
Per i viottoli de la città!
(Tramonto).