nella quale felicissima immagine adombra i fervidi giovanili sogni che
Spingean superbi voli
Incontro all'avvenir:
forse egli pensa quel che sarebbe stata l'opera sua letteraria, soggiungendo con amarezza:
Luce più lunga ed altro
Solco ne l'aria scura
S'era il mio cor più scaltro
Segnato avria il cammin!
Cercando la ventura
Per altre vie gioconde,
Avria più liete sponde
Raggiunto il mio destin!
E altri rimpianti, e altri dubbi intorno alla vitalità dell'opera sua gli sfuggono frequentissimi, assieme con accenni al riposo finale, quando il suo cuore avrà cessato di battere e la sua mente di lottare. E questo senso di scoraggiamento e di tristezza rende simpatico l'uomo anche a coloro che non amavano il partigiano politico e il polemista irruente. L'arte non è eccelsa, ma il carattere fa impressione; e qualche volta anche la persona prende rilievo e apparisce viva, come nella lirica I miei discorsi alla camera.
Egli si leva a parlare:
E sovra italiche labi e vergogne
De l'ire chiuse puntando l'arco
L'aspra parola, frenata al varco.
Tenta di arguzie vestita uscir.
Ma i forse, i quasi, i periodi corretti, i cauti motteggi gli sembrano una triste concessione, una viltà; e la parola scatta arroventata.
Ma inquieto l'occhio del presidente
Attento, vigile sopra gli sta,