—Non è una ragione per me.

—Mi avete detto: Continuate ad amarmi!

—Visto che vi fa piacere!

—Che cosa sono dunque per voi?

—Uno che dice di amarmi.

—Nient'altro?

—Anche questo è un segreto che mi appartiene. Può arrivare un giorno, un momento che stimerò opportuno di rivelarvelo.

—Come siete crudele!

—Sincera piuttosto.

E mentre ella pronunziava queste brevi risposte, mi fissava con gli occhi cerulei, limpidissimi, che però mi turbavano profondamente quasi rafforzassero l'opera della sua malìa. Quel giorno sembrava proprio una maga, con quella scura vestaglia trasparente su fodera di seta gialla e con pizzi neri che le coprivano le mani e facevano risaltare gli anelli delle dita e i braccialetti ai polsi, di foggia stranissima, quasi rami attorti, di simboliche piante—immaginavo—con foglioline di smeraldi.