—Zitto! Non far voltare la gente… Lascia fare a me.
—Chi è costui?… Tu lo sai: il nome! Ce la sbrigheremo tra noi due!
—Il mio stupore era tale in quel momento, che ho dimenticato di domandare alla signora Carlotta chi sposava sua figlia.
—Lo saprò; non sarà un mistero!
—Vuoi aggiungere ridicolo a ridicolo? Lasciami fare. E se scopro qualcosa di losco, giacchè devi anche ammettere che tutto questo può essere avvenuto semplicemente, naturalmente….
—Appiopparmi moglie e figli che non ho?… Semplicemente?
Naturalmente?… Bedini! Tu hai voluto mettermi alla prova! Indovino?
Di'? Hai voluto convincerti se amo davvero Amelia….
—Non fantasticare; niente affatto. Hai moglie—e brutta da vergognartene—e figli… secondo la signora Carlotta… E vi è chi ti libera dal commettere un delitto di bigamia… secondo la signora Carlotta. Non ho inventato niente; non ho voluto metterti alla prova… E sii omo! Chi sa se tu non debba un giorno ringraziare colui che forse ti impedisce di fare una grande sciocchezza. Suggestione, hai detto. Dunque la tua volontà non c'entra punto; il tuo cuore, nemmeno. La tua vanità, scusa, probabilmente per molta parte; il calcolo, inconsapevolmente, un pochino… E se poi la suggestione finisse? E tu ti ritrovassi allo stato di prima?
—Ero un imbecille allora, un cieco… Non può finire così! Non deve finire così! Vedrai! Vedrai!
—Lasciami fare, ti ripeto. Dammi due, tre giorni di tempo. Tu lo sai; quando mi metto in testa di scoprire una cosa!…
Ai curiosi succede come ai grandi scienziati o ai grandi inventori: il caso li aiuta in modo sorprendente.