—Andiamo alla Marina?

—Ci siamo stati un'ora fa!

—Che importa? Oh, il mare! Mi sembra di non aver potuto ancora ammirarlo a bastanza. Andiamo?

La sentivo trasalire, sotto braccio, dal godimento anticipato che la prossima vista del mare le avrebbe prodotto. E appena ne scorgeva un lembo a traverso gli archi del viadotto e i rami degli alberi di Villa Pacini, prorompeva in esclamazioni che mi facevano sorridere e già mi sembravano esagerazioni femminili. Per contradirla, allora le dicevo:

—Ecco! È sempre lo stesso: acqua, acqua, acqua!

—Non è vero. Muta di aspetto da un'ora all'altra. Un'ora fa era azzurro; ora, guarda, è cenericcio.

—Effetto della luce.

—Bravo! Grazie della spiegazione!… Ma di qui non si vede bene; andiamo laggiù, su la panchina del Molo.

—Perchè non usciamo in barca fuori del porto?

—Ho paura.