—Di che cosa?

—Dell'acqua. Se sopravvenisse una tempesta….

—Le tempeste non scoppiano all'improvviso.

—Se la barca si capovolgesse….

—In che modo? Le barche paion cullate dalle onde allorchè il mare è tranquillo come in questo momento.

—Ho paura.

—Bada! Quando saremo andati via, rimpiangerai di non aver gustato il gran piacere di una gita in barca.

—Lo credo!—E soggiungeva:—Se si andasse con uno di quei grossi bastimenti, con un piroscafo, mi sentirei sicura; ma con queste barche che si direbbero tanti gusci di noce! Quante, in fila, là! Non sembrano grossi pesci a fior d'acqua? Si agitano, saltellano come cosa viva…. Oh, su un bastimento, su un piroscafo, sì!

—Hai torto. Nelle tempeste, le barche valgono assai meglio di quei grandi legni. Quando questi stanno per affondare, passeggeri ed equipaggio si salvano, lo sai bene, su le fragili imbarcazioni. Via! Dovresti vincere così sciocca paura.

—Un'altra volta. Ora sta' zitto; lasciami ammirare.