—Anche lei?—pensò Aldo.
* * *
Egli si era rammentato di un libro inglese letto anni addietro, col quale si pretendeva di dare una prova scientifica dell'immortalità dell'anima e dell'esistenza di Dio. L'autore, o gli autori—erano due, se mal non ricordava—credevano di aver dimostrato che fin i più impercettibili movimenti del nostro pensiero, non che gli atti e le parole, vengono registrati e fissati nell'universa materia cosmica come sur una lastra fotografica, anzi meglio che su una lastra fotografica. E da questa nozione rimastagli chiara nella mente, rannicchiato nel suo cantuccio di letto e fingendo di dormire, egli era venuto fantasticando, durante la nottata, una probabile spiegazione di quel fenomeno ormai innegabile perchè avvertito contemporaneamente da tre persone. Le pareti di quella casa dovevano essere certamente sàture di misteriosi fluidi, di pensieri e di atti là registrati, e con tale forza da produrre terrificanti sensazioni rivelatrici.
Gli erano rivenute alla memoria le notizie del mezzadro intorno all'abbandono in cui i padroni lasciavano quella villa da anni ed anni, senza mai venire a darvi una fuggevole occhiata. Ora gli sembrava di non aver notato allora certe esitanze nelle risposte del mezzadro e della sua moglie, e si proponeva di interrogarli quella mattina, prima che Èlvia si alzasse da letto.
E durante la lunga nottata insonne non gli era anche parso di sentire una specie di formicolìo dappertutto, nelle pareti, nella volta, dietro gli usci, nelle stanze accanto; un formicolìo sordo sordo, che l'orecchio non percepiva ma che intanto non gli sembrava meno reale, quantunque percepito dai nervi di tutto il suo organismo quasi per immediato contatto?
Egli s'interessava molto, da un anno in qua, di certi fenomeni di cui soltanto da poco tempo alcuni scienziati osavano spregiudicatamente di occuparsi, e cominciava a sospettare di trovarsi di fronte a qualcuno di tali fenomeni; giacchè non poteva credere di essersi lasciato vincere dalla nervosità di Èlvia e della donna di servizio per suggestione di seconda mano.
—Hai dormito bene?—gli domandò Èlvia vedendolo saltar giù dal letto.
—Ho fatto tutt'un sonno. E tu?
—Io non ho chiuso occhio. C'è mancato poco che non ti svegliassi.
—Perchè?