—Non lo so; lontano.
—Che mistero è questo? Hai tu dunque dei segreti per me che per te non ne ho avuti mai?
Gissi lo guardò negli occhi; anche il suo amico lo guardava intentamente; pareva volessero scrutarsi a vicenda.
—Che ti accade?—disse Cagli.—La nostra amicizia mi dà il diritto di farti questa domanda con la certezza di ottenere una schietta e sincera risposta.
—Forse non hai bisogno che te la dia—rispose Gissi.
—Non capisco. Commetteresti una indegna azione se non mi dicessi la verità.
—Vi sono cose in questo mondo che non si possono nè si devono confidare neppure al più intimo amico.
—A un intimo amico qualunque, sì; non a me.
E tutti e due rimasero interdetti di parlarsi con tanta insolita severità.
—Hai ragione!—esclamò Gissi dopo un istante di esitanza.