—Allora, tienlo a mente, di pieno giorno, all'improvviso, veggo il corridoio illuminarsi con luce più splendida della solare e sento sùbito un fruscio di passi e di stoffa…. Ho avuto paura!… Mi son messo a gridare:—No! No!… Basta!—coprendomi gli occhi con le mani. Tremavo come un bambino, sudavo freddo.

—Quella donna aveva contato su la tua immaginazione, l'aveva eccitata con lo strano apparecchio di quei riti….

—T'inganni. Ho pensato così di primo acchito; ma poi, riflettendo bene…. In due, saremo più forti. Vuoi provare?

—Proviamo!

Il dottor Maggioli s'interruppe per guardare attorno, nel salotto, e interrogare le signore che erano state ad ascoltare con evidenti segni di abbrividimento.

—Non vuol farci dormire questa notte!—disse la baronessa Lanari.

—Appunto, volevo sapere da lei se debbo o no proseguire….

—Ormai!—fece la baronessa.—E poi ella ha detto che la prova è fallita….

—Non ricordo più—rispose il dottore—chi abbia scritto: «Se venissero a riferirmi che un tale ha portato via il Colosseo, prima di rispondere:—È impossibile—andrei a vedere.» Io la penso come costui; e gli scienziati, secondo me, dovrebbero comportarsi così. Fui puntuale, all'ora fissata; la donna arrivò poco dopo. Il severo studio del mio amico aveva due balconi, uno a levante, l'altro a mezzogiorno, e una larga ondata di sole lo invadeva in quel punto.—Ho avuto a stento il permesso—disse la evocatrice.—Da chi?—domandai.—Dai miei superiori—rispose semplicemente.—Questo signore è un incredulo—soggiunse rivolta al mio amico.—E gli spiriti non si mostrano volentieri a chi non crede.—Voglio credere—dissi.—Sono qui per questo. Costei—pensavo intanto—mette le mani avanti! E la osservai attentamente mentre si accingeva a disporre dietro la tenda del balcone l'orciolo con l'olio, la candela accesa e il piattino col sale. Nessun indizio di furberia su quel viso, ma una grande stanchezza, la stanchezza della miseria.—E chi vi ha insegnato?—le domandai.—Mia madre—rispose. Stiano attenti. Gli spiriti non entreranno qui; attraverseranno il corridoio, passando davanti all'uscio.—E si nascose dietro la tenda. Parlava con tale sicurezza, da spingermi a pensare: Tu forse stai per vedere un prodigio! Eravamo, il mio amico ed io, in piedi, in faccia all'uscio. A un tratto, il mio amico mi afferra una mano, e comincia a stringermela forte. Non mi distolsi dal guardare verso il corridoio, pur comprendendo che quegli aveva paura. Io mi sentivo tranquillissimo, senza diffidenza…. Dieci minuti di intensa aspettazione…. e la donna uscì fuori dalla tenda.

—Ha veduto?—disse.