— Non è venuta!

La contradiceva per spronarla a parlare. Nonna, 17; morta che parla, 47; e... e... e... Non potè andare più innanzi; gli pareva di profanare quella santa creatura che, forse, tra giorni, sarebbe morta davvero. E corse a nascondersi nel suo studio, con la testa tra le mani, inorridito di aver potuto calcolare, quasi speculare su la malattia della figlia. Involontariamente, però, quei due numeri se li sentiva ronzare a un orecchio; più avrebbe voluto dimenticarli, e più divenivano insistenti.

Compare Giammona lo sgridava:

— Siete un ragazzo? Due oggi, due domani...

— No! Che m'importa più di arricchire? Se ho tentato, se volevo tentare, era per lei, per riparare il male che ho fatto a lei e a mia moglie... e pure a me. Ma io me lo son meritato!

— E se non muore? com'è certo; se non muore, dovreste ammazzarvi con le vostre stesse mani! Siete un ragazzo? Io metterei anche il 3; è indicato chiarissimo. E metterei gli anni della ragazza.

— Ventidue...

Pronunziò il numero quasi gli avesse scottato le labbra e tornò a ripetere:

— No! Non m'importa più di arricchire!

***