— Ecco qua!

Coraldi trasse dallo sparato del panciotto una busta gialla ripiena di carte. Erano cinque fogli di formato diverso, coperti da fitta e minuta scrittura, già rabbiosamente sbrancicati e avvoltolati.

— Ho dovuto quasi stirarli per poterli leggere, e andare poco oltre la metà. Poi ho avuto paura, e son corso da te. Ho interrogato la padrona di casa: — Scusi, che persona era l'inquilino di cui ho occupato la camera? — Strano, orso! — ha risposto. — Passava le giornate in casa, scrivendo e leggendo giornali; ne comprava sei o sette, anche francesi e inglesi. Verso le sei desinava, faceva pensione da me, e poi andava fuori fino alla mezzanotte. Per un uomo della sua età — pareva, ma non era vecchio — questo genere di vita mi faceva una certa impressione. Ma pagava puntualmente, non sofisticava intorno al servizio. In due mesi che ha abitato qui mi ha rivolto appena venti parole. La gente chiusa mi piace poco; per ciò sono stata contenta di vederlo andar via. — Avrei voluto sapere — continuò — qualcosa di più, dopo che nella cassetta di fondo del cassettone avevo trovato impigliati questi fogli in maniera che soltanto aprendo molto la cassetta potevano essere scoperti. Cominciai a leggere stentatamente; la calligrafia era minuta e non chiara. Da principio mi era parso di aver trovato l'abbozzo di una novella, di un racconto, con tutte le scancellature e i rifacimenti della introduzione; ma poi mi son convinto che si tratta di una specie di auto-denuncia, come sogliono farne certi assassini per invincibile bisogno di confessare; per smargiasseria di gente che crede di poter rimanere impunita, per audace sfida alla polizia, o con l'intenzione di sviarla, d'ingannarla. Giudica te.

Coraldi porse i fogli a Borelli, dimenticando che egli era miope.

— Leggi tu; risparmiami questa fatica — disse Borelli.

Accese una sigaretta, si sdraiò su la poltrona, invitando l'amico a sedersi sul canapè, e stette ad ascoltare Coraldi che leggeva a bassa voce, quasi avesse paura di essere udito da un Commissario di polizia.

***

— Leggo tutto, anche le cancellature; sono importanti per comprendere lo stato d'animo di colui che ha scritto:

«Signor Questore,

Mi denuncio da me per evitare che qualche innocente potesse essere imputato....»